Bondola

La Bondola è un vitigno autoctono a bacca rossa molto diffuso in passato in tutto il Sopraceneri (Ticino) e oggi vinificato in purezza da pochi professionisti.

L’è bón… l’è Bondola!

Il vitigno

La Bondola è un vitigno autoctono a bacca rossa molto diffuso in passato in tutto il Sopraceneri (Ticino) e oggi vinificato in purezza da pochi professionisti. Insieme alla Bondola, entra a far parte dei Presìdi anche la Bondoletta entrambi vitigni inseriti nel catalogo storico di Pro Specie Rara.

La zona di produzione dei vini “Bondola e Bondoletta” comprende l’insieme del territorio viticolo del Sopraceneri (Cantone Ticino) e della Mesolcina (Canton Grigioni). Oggi i due vitigni occupano solo l’1,5% della superficie vitata. Unicamente i produttori che producono il vino utilizzando il 100% di uva Bondola possono far parte della Comunità della Bondola. Al vino è possibile solo l’aggiunta della Bondoletta, che non viene prodotta in purezza vista la sua limitata quantità.

La Bondola e la Bondoletta sono raccolte a fine settembre-inizio ottobre, mediante raccolta manuale; con i cambiamenti climatici in corso la vendemmia viene sempre più anticipata. Dopo la pigiatura e la diraspatura dell’uva il mosto fermenta a contatto con le bucce per circa 7/8 giorni, questa fase fermentativa favorisce una buona estrazione degli aromi. A seconda dello stile del vino, la Bondola viene affinata in botti di legno, oppure in contenitori in inox o in anfore. Dopo un anno dalla vinificazione il vino viene imbottigliato e messo in commercio.

Il titolo alcolimetrico medio si attesta a 12,00 % Vol. I mosti di uva Bondola si prestano bene anche per una vinificazione in rosato, dove con una giusta macerazione è possibile ottenere dei vini con note aromatiche molto interessanti. Il vino può essere degustato giovane ma la Bondola vinificata in rosso si presta anche per un invecchiamento di alcuni anni.

Storia

La Bondola e la Bondoletta – vitigni coltivati nel canton Ticino, nella regione del Sopra Ceneri, e nel canton Grigioni, in Mesolcina – sono considerate varietà autoctone.
Troviamo testimonianze della presenza della Bondola in un testo del naturalista svizzero Hans Rudolf Schinz, pastore protestante zurighese, che soggiornò in Ticino verso il 1770. Nella sua Descrizione della Svizzera italiana nel Settecento delinea minuziosamente una trentina di vitigni coltivati nei baliaggi italiani (attuale canton Ticino), tra questi la Bondola:
“La Bondola è un’uva cortissima, con acini perfettamente rotondi, dal sapore piacevole, dolce e intenso; dà un vino fine e pregiato”.

A metà Ottocento, Stefano Franscini, che dal 1848 al 1857 ricoprì la carica di direttore del Dipartimento federale dell’interno, pubblicò una collana sugli aspetti storici geografici e sociali del Canton Ticino, parlando anche della situazione vitivinicola del cantone:

“… diciassette sono le qualità delle nostre uve nere e dodici quelle delle bianche. Di quelle che danno vin rosso le più comuni sono forse l’uva Spanna o Spagnuola, la Bondola, la Paganona o Paganola, la Negrera, la Moscatella rossa…”
Bisogna attendere poi fino al 1905 per trovare altre notizie scritte su questo vitigno, quando il Fantuzzi ne parla come di varietà fondamentale per il Sopraceneri, diffusa in particolare nei distretti di Bellinzona e Locarno.
Ad inizio Novecento la Bondola era considerato un vitigno con qualità enologiche interessanti e fino agli ’50 aveva un ruolo importante nella produzione vitivinicola ticinese: quasi il 50% del vino rosso era prodotto con vitigni locali, in predominanza Bondola.
Durante il lavoro complessivo di ricostruzione viti-vinicola cantonale (dopo l’arrivo della fillossera), ma soprattutto negli anni 1916-1936, le barbatelle di Bondola sono state utilizzate nella misura del 40-45 %.

A partire dal 1920, l’introduzione progressiva del Merlot, proficua dal punto di vista agronomico e merceologico, determina un ridimensionamento piuttosto rilevante del patrimonio viticolo autoctono, relegando in secondo piano i vitigni locali, e quindi anche la Bondola,

rimasto con la Bondoletta gli unici vitigni autoctoni prodotto attualmente in Ticino. I due vitigni occupano solamente l’1.5% della superficie viticola; per il resto la realtà attuale del panorama regionale è dominata da poche varietà a diffusione internazionale: prime fra tutte il Merlot, coltivato su una superficie viticola pari all’82%.

Dal 1997 il cantone Ticino può contare su un disciplinare per la produzione dei suoi vini (Regolamento sulla viticoltura dell’8 luglio 2015 – allegato 6). E tra le varietà a bacca rosse, la Bondola è inserita nella lista dei vitigni raccomandati. È quindi esplicito che nell’allestimento del presente disciplinare sono state considerate le attuali disposizioni in vigore, regolate dalla DOC Ticino, in particolare quelle inerenti i vini ottenuti da monovitigno, e completate tenendo in considerazione le disposizioni previste dalla carta di Slow Wine e dagli obiettivi fissati dalla Comunità della Bondola.

 

 

 

Comunità della Bondola

La comunità intende proteggere e far conoscere la Bondola e la Bondoletta, vitigni autoctoni del Canton Ticino, i quali hanno una valenza storica radicata nel Sopra Ceneri. Negli ultimi anni, per più ragioni, si assiste a una diminuzione del terreno dedicato alla coltivazione dei due vitigni.

Nel 2019 la Bondola è entrata a far parte dei prodotti dell’Arca ora, con la Bondoletta, è diventata un Presidio. L’obiettivo è di rilanciare la produzione, rafforzare l’identità, valorizzare il potenziale qualitativo e garantire un futuro migliore per evitare la loro scomparsa con un’attenzione particolare alla cura della biodiversità del nostro territorio.

Membri

Giorgio Rossi, Coordinatore dei produttori – Produttore

Tiziano Tettamanti, Membro gruppo di coordinamento – Produttore

Stefano Haldemann, Membro gruppo di coordinamento -Produttore

Luca Locatelli, Produttore

Fabio Del Pietro, Produttore

Claudio Poretti, Portavoce della Comunità e membro Comitato Slow Food Ticino

Mirto Ferretti, Membro gruppo di coordinamento – Agronomo

Andrea Conconi, Direttore IVVT

Franco Lurà, Presidente Slow Food Ticino

Marie-Jeanne Tabet, Membro Comitato Slow Food Ticino

Elisa Pedrazzini, Giornalista

Lara Montagna, Giornalista

Melissa Vassalli, Cuoca ristorante le Bucce

Vieri Del Bianco, Cuoco ristorante le Bucce

Michael Borkowetz, Responsabile del sito bondola.ch

Il Presidio
della Bondola

Il forte rischio di cadere nell’oblio per questi due vitigni è stato uno dei motivi che li ha resi eleggibili a Presidio Slow Food.
Far parte di Slow Food come Presidio – secondo il motto buono, pulito e giusto – implica il rispetto di un disciplinare produttivo severo, con l’obiettivo di una produzione sempre più rispettosa dell’ambiente

Slow Food

I Presìdi sono progetti di Slow Food finalizzati alla tutela di piccole aziende artigianali che producono generi alimentari di qualità nel pieno rispetto della tradizione.
Slow Food Svizzera è nata nel 1993 con l’obiettivo di diffondere nel nostro Paese le idee e i valori del celebre movimento fondato in Italia nel 1986 da Carlo Petrini.
È un’associazione senza scopo di lucro guidata da un Comitato direttivo formato da membri volontari e gestita dal team di collaboratori della sede centrale, che assicura la realizzazione dei progetti a livello nazionale.
Slow Food Svizzera si avvale del sostegno di migliaia di soci in tutto il Paese: consumatori, produttori, artigiani, cuochi e studenti che si impegnano per un cibo buono, pulito e giusto.

Etichetta narrante

Le etichette dei prodotti in vendita sul mercato spesso non danno informazioni sufficienti sugli ingredienti, sulla storia che sta alle spalle del prodotto, sul territorio, sulla tecnica di produzione. Sono spesso trascurate delle informazioni importanti che possono indirizzare le scelte di consumo, privilegiando i produttori più virtuosi e sostenibili.
Per questo Slow Food ha messo a punto una contro-etichetta che si propone di narrare in modo esaustivo tutta la filiera produttiva e di consentire scelte più consapevoli.
Questa contro-etichetta non sostituisce l’etichetta legale, ma la integra e la completa.

Etichetta narrante della Bondola

La Bondola e la Bondoletta sono vitigni autoctoni, a bacca rossa, gli ultimi ancora coltivati e vinificati nel cantone Ticino.
Troviamo testimonianze scritte della presenza della Bondola in un testo di Hans Rudolf Schinz, pastore protestante zurighese, che soggiornò in Ticino verso il 1770.

Ad inizio Novecento era considerato un vitigno con qualità enologiche interessanti e fino agli ’50 aveva un ruolo importante nella produzione vitivinicola ticinese, quasi il 50% del vino rosso era prodotto con vitigni locali, in predominanza Bondola. A partire dal 1920, l’introduzione progressiva del Merlot ha relegato in secondo piano i vitigni locali, e quindi anche la Bondola.

Il test del DNA ha dimostrato che la Bondola non ha legami con i tipici vitigni del nord Italia ma risulta avere lo stesso genotipo del Briegler, vitigno quasi estinto che veniva coltivato nella Svizzera tedesca. La Bondoletta è un vitigno molto raro e dall’analisi genetica risulta essere un incrocio fra Bondola e Completer (vitigno originario dell’arco alpino, probabilmente Vallese e Grigioni).

I due vitigni sono inseriti nel catalogo storico di Pro Specie Rara e dal 2023 sono diventati presidio Slow Food.

Il territorio

La zona di produzione dei vini “Bondola e Bondoletta” comprende l’insieme del territorio viticolo del Sopraceneri (Cantone Ticino) e della Mesolcina (Canton Grigioni). La maggior parte dei vigneti si estende sulla sponda destra del fiume Ticino, da Monte Carasso fino al lago Verbano. I vigneti sono coltivati su ripidi terrazzi che dai 200 metri possono arrivare fino ai 600 metri sul livello del mare. Bondola e Bondoletta prediligono terreni poco fertili e asciutti, leggeri e profondi. Preferiscono terreni di collina, ben esposti e ventilati a causa della sensibilità al marciume. Anche se considerati meno interessanti, non sono esclusi i terreni di fondovalle, pianeggianti e generalmente più umidi.

Produzione

Unicamente i produttori che producono il vino utilizzando il 100% di uva Bondola possono far parte della Comunità della Bondola. Al vino è possibile solo l’aggiunta della Bondoletta, che non viene prodotta in purezza vista la sua limitata quantità. I produttori della Comunità, sensibili a tutelare una produzione di qualità e a salvaguardare un ecosistema unico, intendono perseguire l’obiettivo di ridurre progressivamente l’utilizzo di prodotti fitosanitari e di sostanze a base di rame. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino “Bondola” devono essere quelle tradizionali della zona, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. In particolare, le pratiche culturali devono essere orientate nel rispetto dell’ambiente e in un concetto di produzione biologica o quantomeno ossequiando le direttive di VITISWISS nella produzione integrata in viticoltura, con l’obiettivo di una produzione sempre più rispettosa dell’ambiente.
Le condizioni climatiche del Sopra Ceneri, in particolare le quantità di pioggia (1600/1800mm/m2, media annuale) e di grandine, precipitazioni concentrate soprattutto nel periodo vegetativo, rendono difficoltosa una pratica completamente biologica.
I produttori che fanno parte della Comunità della Bondola non utilizzano il diserbo chimico. Il controllo della flora spontanea è attuato con buone pratiche agronomiche: mezzi di tipo fisico e meccanico.

Raccolta e vinificazione

La Bondola e la Bondoletta sono raccolte a fine settembre-inizio ottobre, mediante raccolta manuale; con i cambiamenti climatici in corso la vendemmia viene sempre più anticipata. Dopo la pigiatura e la diraspatura dell’uva il mosto fermenta a contatto con le bucce per circa 7/8 giorni, questa fase fermentativa favorisce una buona estrazione degli aromi. A seconda dello stile del vino, la Bondola viene affinata in botti di legno, oppure in contenitori in inox o in anfore. Dopo un anno dalla vinificazione il vino viene imbottigliato e messo in commercio.

Caratteristiche del vino

Presenta un colore rosso molto intenso tendente al violaceo, ha un aroma speziato, è di media struttura, con tannini rustici e acidità piuttosto pronunciata. Il titolo alcolometrico medio si attesta a 12,00 % Vol., mentre l’acidità totale del vino si situa attorno ai 5 g/l. I mosti di uva Bondola si prestano bene anche per una vinificazione in rosato, dove con una giusta macerazione è possibile ottenere dei vini con note aromatiche molto interessanti.
Il vino può essere degustato giovane ma la Bondola vinificata in rosso si presta anche per un invecchiamento di alcuni anni.

Produttori

1. Cantina Pian Marnino, Gudo

2. La Segrisola, Gudo/Minusio

3. Terreni alla Maggia, Ascona

4. Chiericati vini, Bellinzona

5. Azienda Mondò, Sementina

Agriturismo Cantina Pian Marnino

Produttore:
Tiziano Tettamanti
Al Gaggioletto 2
6515 Gudo

+41 79 699 21 26
pianmarnino@bluewin.ch
www.pianmarnino.com

Azienda Vitivinicola La Segrisola

Produttore: Stefano Haldemann
Via Malacarne 18
6515 Gudo

+41 79 488 01 37
haldemann.vini@bluewin.ch
www.haldemannvini.ch

 

Azienda Terreni alla Maggia

Produttore: Fabio del Pietro
Via Muraccio 105
6612 Ascona


+41 79 566 98 80
fabio.delpietro@terreniallamaggia.ch
www.terreniallamaggia.ch

Chiericati vini

Produttore: Luca Locatelli
Via Convento 10
6500 Bellinzona

 

Azienda Mondò

Produttore: Giorgio Rossi
Al Mond 3
6514 Sementina

+41 79 423 65 94
azienda.mondo@bluewin.ch

www.aziendamondo.ch

 

News / Eventi

In questa sezione sono pubblicate le novità inerenti a questo progetto e gli eventi dove sarà possibile conoscere meglio il progetto.

Iniziativa Cuochi dell’Alleanza di Slow Food Ticino
Alcuni ristoranti dell’Alleanza dei cuochi di Slow Food Ticino propongono delle iniziative limitate nel tempo con piatti a base Bondola o abbinati alla Bondola e una selezione di Bondole al bicchiere. Le iniziative sono presentate in questa sezione nella sezione News/Eventi.

Link per Alleanza dei cuochi di Slow Food Ticino

Rimaniamo in contatto

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Referente e coordinatore del Presidio (Produttori)

Giorgio Rossi
+41 79 423 65 94
azienda.mondo@bluewin.ch

 

Responsabile Slow Food del Presidio (Condotta del Canton Ticino)

Claudio Poretti
+41 79 927 16 14
claudio.poretti@bluewin.ch

Un vino autoctono